Prima di cominciare è fondamentale che capiate un concetto filosofico molto importante, che è il seguente: la naturalità più profonda dell’uomo non è, come sosteneva Aristotele, riducendo l’uomo a un animale sociale, quello di rapportarsi e confrontarsi con suoi simili, bensì quello di contribuire allo sviluppo, alla crescita, al progresso e all’evoluzione della società in cui vive.

Differentemente dagli animali, sociali o no, l’uomo ha due obiettivi innati, dentro di sé, uno individuale e uno collettivo: quello individuale è vivere felicemente, mentre quello collettivo, cioè come società, è evolvere.

La felicità è una condizione di benessere che dura nel tempo, risultato delle nostre capacità e del nostro impegno a procurarci le cose che ci servono per star bene (benessere), di cui fa parte anche il rendersi conto di essere capaci di contribuire positivamente alla società.

L’evoluzione è la condizione sociale conseguente alla capacità dell’uomo di aumentare la sua produttività, facendo sempre meno fatica, cioè sforzandosi sempre meno.

La ruota è la maggior parte delle invenzioni dell’uomo, sono state la conseguenza dell’interesse dell’uomo a produrre sempre di più, sforzandosi sempre meno.

Perché l’uomo possa vivere felicemente, oltre che a darsi da fare per procurarsi le cose che gli servono per star bene, deve darsi da fare affinché anche altri possano star bene. Fa le cose che facciamo per far stare bene anche gli altri, come il prendersi cura dello stato psico-fisico del prossimo, creiamo anche le condizioni affinché anche altri possano fare altrettanto.

Avete notato la reciprocità in tutto quello che avete appena letto? La vita dell’uomo, il senso della vita dell’uomo, la sua esistenza sul pianeta Terra, è basato su concetti di reciprocità, che sono molto superiori a quelli su cui si basano le vite degli animali sociali, api comprese, che sono gli animali più sociali in assoluto di tutte le atre specie si animali sociali, anche dei lupi o delle formiche.

Questo interesse al benessere reciproco, cioè del proprio e degli altri, fa dell’uomo un’entità sociale superiore, molto superiore a qualunque specie animale. Quindi, a parte l’aver capito che Aristotele era un “ragazzo”, dovrebbe essere chiaro un concetto: il tuo valore, come uomo, è la conseguenza di quanto sei bravo a vivere secondo questi concetti di reciprocità.
Più bravo sei, più probabilità hai di vivere felicemente, più contribuisci al progresso, alla crescita, al progresso e all’evoluzione della società in cui vivi, più libertà ti verrà concessa.

Il 90% della popolazione mondiale di oggi, cioè i topi, sono pessimi in tutto questo, motivo per cui non gli è concesso vivere in libertà. Il motivo per cui sono pessimi, è perché sono stati mal educati alla vita, cioè non gli sono state insegnate molte cose, che servono all’uomo a vivere alla massima espressione, secondo i concetti di reciprocità di cui sopra, che sono i concetti di reciprocità su cui si basa la filosofia Vril, la filosofia di vita di coloro a cui sarà consentito vivere in completa libertà nel nuovo mondo, il mondo che verrà dopo che il diluvio universale avrà spazzato via una gran parte della popolazione.


Continua >